“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altra. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

Lorenzo MIlani

Con riferimento al Protocollo Pedagogico di Proteo Fare Sapere, nel quadro delle politiche scolastiche e sociali di inclusione ed integrazione, Proteo Palermo promuove dei percorsi di riflessione e lavoro intorno a temi e problematiche di
interesse sociale e culturale che hanno forti ricadute sulle azioni educative e sulle scelte della scuola.
L’intento è offrire un contributo, assieme alle altre strutture territoriali siciliane disponibili a lavorare sui medesimi ambiti, alla prossima Conferenza di Programma dell’Associazione .

Intercultura, integrazione ed inclusione. Focus sulle trasformazioni del tessuto socio – economico e culturale nelle società multietniche.Come è cambiata la scuola italiana. Progressi e questioni aperte nei processi educativi e formativi. Come possiamo elaborare un curricolo interculturale: norme, spazi di agibilità.

Il seminario, in considerazione della complessità della materia affrontata, auspica il coinvolgimento di altre strutture territoriali siciliane di Proteo Fare Sapere, ed articolerà due appuntamenti.
Nel primo si cercherà di fornire elementi di analisi dello stato delle cose attraverso le testimonianze di attori, forze sociali e culturali, di rappresentanti di EE.LL., che agiscono a vario titolo nel territorio, mettendo a fuoco gli interventi fin qui operati nelle politiche dell’accoglienza e dell’integrazione. Si rifletterà sui cambiamenti reali introdotti nel tessuto culturale e sociale e sulle
difficoltà incontrate.
Nel secondo, partendo da esperienze formative virtuose, elaborate dalla scuola e dall’università, saranno discusse le istanze, sempre più urgenti, della “nuova popolazione scolastica” che ha volto plurietnico e pluriculturale . Sia che si tratti di bambine/bambini o di ragazze/ragazzi di prima o seconda generazione, la presenza di culture di provenienza non italiana, richiede una profonda trasformazione del modo di fare e pensare la scuola. Mentre nella scuola primaria le competenze delle bambine e dei bambini hanno come tramite la relazione e la socialità ed appare più semplice l’integrazione ed il dialogo, la scuola secondaria denuncia affanni di varia natura legati, principalmente alla revisione dei curricula e dei metodi di insegnamento/apprendimento.
Le questioni che si sono aperte e continuano a porsi, almeno da più di un decennio a questa parte, richiederebbero serie riflessioni. L’accoglienza è solo un primo momento di un possibile processo di integrazione che bisogna comprendere.

Per esempio, stiamo andando verso di una società aperta in cui diritti e doveri siano agibili da tutti?

Prescindendo dai luoghi di nascita o no?

Come coesisteranno culture a volte estremamente lontane tra di loro?

Dobbiamo pensare a società meticce o a società che accolgono ma tengono ben strette le loro caratteristiche fondative?

Ben si capisce che le questioni sono davvero complesse e gli interventi del legislatore sono lacunosi, confusi, incerti; il dibattito educativo – pedagogico episodico e non strutturato. Purtroppo sul terreno dell’accoglienza, delle migrazioni e dell’intercultura si consumano scontri politico elettorali e non maturano mai campagne di civiltà democratica.
Tuttavia il mondo della scuola e della formazione, deve agire e dare risposte, in qualche modo, pur nell’incertezza , e sempre più spesso, come per tante altre urgenze, fa di necessità virtù . E’ ancora la scuola del volontariato che inventa azioni di sostegno che richiederebbero supporti normativi di altro tipo, non limitati, per esempio, alla semplice elargizione di risorse finanziarie ed umane una tantum che lasciano, di fatto, educatori e formatori, al “fai da te” nell’individuazione delle mete finali sganciate completamente da un quadro generale che ancor oggi non c’è. Servirebbero riflessioni pedagogiche di sostanza per agire in maniera coerente e consequenziale. Sono davvero tanti, troppi, i problemi che restano aperti. Il nostro intento non è portarli a soluzione, non potremmo perché i piani sono molteplici e sui più non abbiamo potere d’intervento, però vogliamo offrire un contributo agli operatori della scuola in termini di conoscenza e trasferimento prassi, ragionare a partire dallo status quo, sulle azioni possibili, sui metodi e sulle metodologie che si impongono rispetto alle tante alunne ed ai tanti alunni non italiani presenti nelle scuole. Ed a loro bisogna oggi guardare con attenzione visto che spesso la percentuale di presenza va quasi in pari con quella delle ragazze e dei ragazzi italiani ed in alcuni casi tende a superarla; considerato che negli ultimi anni il tasso di nuove nascite del nostro paese è vicino allo zero e i non italiani assicurano la sopravvivenza di organici e di istituzioni scolastiche che altrimenti soccomberebbero sotto il peso dei numeri reali degli iscritti e frequentanti italiani, sempre più risicati.

Cosa si è sviluppato in termini di didattica interculturale? Come si è agito al di là dell’accoglienza e dell’integrazione linguistica? E’ possibile pensare a curriculi interculturali specie nelle medie e nelle scuole superiori? Potrà un giorno la scuola elaborare curriculi verticali informati all’interculturalità? Quali sono le norme a supporto? Quali difficoltà?

Queste le principali domande che ci porremo e da qui proveremo a individuare spazi e strade possibili. Il nostro tessuto sociale è cambiato ed ancora muta: meglio prenderne atto ed attrezzarsi nel migliore dei modi per non vivere la frustrazione che consegue a tutte le azioni didattico – educative costrette a girare su sé stesse.

E’ nostro auspicio realizzare l’iniziativa prima dell’estate. Non conoscendo gli sviluppi della situazione pandemica ed i progressi, di qui ad allora, della campagna vaccinale,riteniamo di dover gestire il seminario on – line. Qualora la situazione lo permettesse
ricorreremo ad assetti non mediati o misti con modalità in presenza ed on line.

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